“Garanzia” Giovani3 min read

Come funziona Garanzia Giovani? Ce lo spiega l'Impiegato del Mese.

Impiegato del Mese, Casa Mazzolini, Lavoro, Precariato, UniversitàScrivo questo articolo dalla mia camera, in cui ho passato gli ultimi due giorni con febbre, tosse e raffreddore. Giorni che non mi saranno pagati perché con un tirocinio di Garanzia Giovani non si ha diritto a malattia, ferie e permessi. Ci si mette d’accordo con il datore di lavoro, mi dissero. Ma la realtà è ancora peggio di questa perché noi ragioniamo come se io fossi assunto con un tirocinio di Garanzia Giovani ma io lavoro da ormai due mesi senza aver mai firmato nulla, ci basiamo sulla parola ma sapete com’è: verba volant.
“Eh ma le procedure sono lunghe…”
“Eh ma il centro per l’impiego mi deve spedire un altro documento…”
“Eh ma qui, eh ma là…” e nel frattempo io lavoro a tempo pieno, anche il sabato, senza un contratto e senza assicurazione oltretutto.

Credo di non meritarmelo, credo che nessuno se lo meriti. Nessuno lavora per la gloria.

Ho sempre lavorato mentre studiavo, mi sono laureato e ho preso un Master e quando è stata l’ora di cercare il lavoro che volevo fare “da grande” mi sono visto proporre al colloquio una “Garanzia” Giovani.

Mi è venuto male, come si dice a Modena.

Ho pensato che con 450€ non arriverei neanche a metà mese con la macchina da pagare e altre spese fisse, quindi spiego gentilmente al mio interlocutore che sotto i 600€ non posso scendere perché le spese supererebbero il guadagno mensile, siccome dovrei anche fare 40 km al giorno per andare a lavorare.

Contro ogni aspettativa chi mi sta di fronte accetta la mia proposta e si propone anche di anticiparmeli ogni mese così da evitare i ritardi dei pagamenti dell’INPS, ah no forse erano della Regione o forse dell’UE? Mah, chissà, i rimpalli di responsabilità qui superano ogni immaginazione.

Quindi, stupito dalla magnanimità del mio futuro datore di lavoro, accetto la proposta pur consapevole che con 600€ al mese i miei progetti di uscire di casa vengono ulteriormente rimandati a data da destinarsi e continuerò per un po’ a vivere ancora con i miei. Accetto facendomi abbindolare dalle belle parole e promesse di chi poi, poco tempo dopo, si sarebbe rivelato tutt’altro che magnanimo.

zooppa_garanzia giovani_grafica_generica 01Inizio a lavorare, felice finalmente di poter fare ciò per cui avevo studiato e passo anche sopra al fatto che non mi viene fatto firmare nessun contratto. Ci vorrà del tempo, penso io, per sbrigare tutta la burocrazia per l’assunzione. In realtà di tempo ne passa anche troppo per i miei gusti e chiedo di essere pagato almeno con i voucher per le tante ore già lavorate.

“Sì, sì, tranquillo”.
Non c’è bisogno che vi dica che fine ha fatto tranquillo.

Dopo diversi giorni di attesa, mi vengono finalmente pagate in nero parte delle ore lavorate. E del contratto nessuna traccia. Ma la cosa più deludente di tutta questa faccenda non è nemmeno l’essere stato pagato in nero o il non avere ancora un contratto, bensì la crescente consapevolezza che quello per cui sono stato assunto, ciò per cui ho studiato, io lì dentro non lo farò mai. Sono stato adescato dalle belle parole del colloquio ma le frasi dette così en passant dal datore di lavoro e vari episodi successi in questi giorni mi hanno fatto capire che il motivo per cui sono stato preso è che una ragazza andrà presto in maternità e io la dovrò sostituire. Ma a me nessuno l’ha mai detto e in più la ragazza fa un lavoro che a me non interessa.

E allora mi si pone davanti una triste realtà. Dovrò continuare a lavorare lì, facendo ciò che mi vien detto di fare perché ho bisogno di soldi e la sera invece che riposarmi o fare ciò che mi piace dovrò inviare curriculum sperando di ricevere una risposta, perché io non mi arrendo, non ora. E perché se qui tutti fanno i propri interessi, anche io devo fare i miei.

Io so bene cosa voglio fare “da grande” e anche se so che sarà difficile, non smetterò di certo ora di provarci.

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